UN VERO MODELLO PER I NOSTRI GIORNI

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di Matteo Maria Donati

Ogni anno il calendario gregoriano, il 28 dicembre di ogni anno, ricorda San Gaspare del Bufalo, il quale fu uno dei primi chierici italiani ad organizzare opere di apostolato fra le classi popolari.

Visse tra la fine del Settecento e la seconda metà dell’Ottocento e dovette affrontare numerose prove nella sua vita, nelle quali poté dimostrare la sua fedeltà al Signore e alla Sua Santa dottrina.

La prima di queste prove fu il suo rifiuto di prestare giuramento di fedeltà al nuovo imperatore Napoleone Bonaparte, che nel frattempo aveva occupato Roma. Questa sua presa di posizione gli costò un lungo esilio dalla città santa, che rivide solo nel 1814, dopo la caduta dello stesso Napoleone.

Papa Pio VII, vista la sua fedeltà e il suo zelo gli diede ordine di impegnarsi nelle missioni popolari e lo impegnò alla restaurazione religiosa dei principi morali tra le classi meno agiate. A questo scopo fondò la Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue. In un secondo  momento fondò un ramo femminile, le Suore Adoratrici del Preziosissimo Sangue.

La lotta accanita e la persecuzione che gli mossero le società segrete, in particolare la Massoneria, fu sopportata dal santo con coraggio e con grande pazienza. I massoni attentarono diverse volte alla sua vita, più volte lo percossero e lo bastonarono ripetutamente e con gran vigore, e nonostante ciò il giovane prete continuò la sua predicazione tra il popolo contro la Massoneria e il laicismo ateo di cui era ed è portatrice.

Per tutto il suo apostolato si ispirò all’opera evangelizzatrice di San Francesco Saverio, di cui era fortemente devoto.

Molte delle sue vicende sono narrate da San Vincenzo Pallotti, che racconta, al momento della sua morte, di aver visto la sua anima volare in cielo e Gesù venirle incontro.

La sua fedeltà a Cristo e alla sana dottrina millenaria della Santa Chiesa Cattolica dimostra come anche ai nostri giorni, in cui si vedono tante persone allontanarsi dalla fede e abbracciare dottrine spiritistiche ed esoteriche, sia possibile rimanere fedeli a Gesù e alla sua promessa del Regno, dove non potranno entrare né operatori dell’occulto, né fattucchieri, né idolatri, né omicidi e né bestemmiatori [1].

Il mese di Luglio la Chiesa lo dedica alla commemorazione del Santissimo Sangue di Cristo.

Il Sangue di Cristo, come spesso spiegava San Gaspare, è il centro della fede cristiana. Infatti è grazie al sacrificio di Gesù che possiamo essere perdonati dai nostri peccati, se crediamo e facciamo professione di fede per essere salvati [2].

È grazie alla morte di Cristo che possiamo essere introdotti nell’Ovile Benedetto, ed è grazie alla Sua Resurrezione che possiamo avere la certezza del Regno di Dio e che ne saremo parte attiva anche noi se restiamo fedeli alla Santa Chiamata che abbiamo ricevuto.

E mentre la Parola di Dio ci insegna che siamo salvati per Grazia, mediante la Fede [3], la Massoneria ci parla invece di una salvezza che l’uomo può procacciarsi da solo, con le sue forze, senza l’aiuto di Dio.

Per i massoni è il perfezionamento continuo che porta l’individuo ad evolversi fino a “giungere ad essere Dio stesso”, ma questo è un insegnamento contrario alla dottrina cattolica.

D’altronde, nel giardino dell’Eden il serpente stesso ingannò Eva facendole credere che se avessero mangiato il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male, sarebbero diventati uguali a Dio [4].

Il primo “massone” della storia quindi fu proprio Satana, che innestò nella mente dell’uomo la falsa e aberrante dottrina che afferma che l’essere umano può diventare come Dio, ma ciò è assolutamente il contrario di ciò che Gesù  e gli Apostoli ci hanno insegnato [5].

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[1] Apocalisse 22:15.

[2] Lettera di San Paolo Apostolo ai Romani, cap. 10, v. 2.

[3] Lettere di San Paolo Apostolo agli Efesini, cap. 2, v. 8.

[4] Genesi, cap. 3, v. 5.

[5] Lettera di San Giacomo, cap. 4, v. 7.