COMUNITÁ CRISTIANA OPPURE OBBEDIENZA MASSONICA?

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di Matteo Maria Donati

Dagli anni ’80 le parrocchie italiane subiscono settimanalmente “l’invasione” delle iniziative del movimento cattolico dei Neocatecumenali, fondato dall’argentino Kiko Arguello.

Moltissime da allora sono le testimonianze di persone fuoriuscite che raccontano di aver subito pesanti violenze psicologiche. I racconti delle esperienze di molti altri mettono in evidenza il fatto che le dottrine insegnate durante gli incontri settimanali non sono cattoliche ma sono palesemente eretiche, in quanto contrastano apertamente con quello che il Magistero insegna.

I loro gruppi ormai numerosi sono costituiti da circa 40-50 persone alla cui guida il Capo-famiglia Catechista, che di solito non è un sacerdote ma un laico sposato.

La loro obbiettivamente esagerata apertura alla vita si concretizza nell’obbligare con martellamenti psicologici i loro adepti a fare continuamente figli. La testimonianza di un signore, tale Augusto Faustini (salpan.org), ci rende nota del fatto che, al loro terzo figlio la moglie, già da anni nel movimento, fu psicologicamente e forzatamente costretta ad avere altri figli, nonostante il divieto del medico che aveva avvertito la signora della incompatibilità sanguigna del fattore Rh e dovuto soprattutto al fatto che aveva partorito l’ultimo figlio con il taglio cesario. I risultati di questa ennesima violenza furono due aborti spontanei, con tanto di depressione della moglie.

I catechisti costringono i membri dei vari gruppi a frequentare quasi ogni giorno le loro adunanze, facendo sì che trascorrano interi anni senza amicizie esterne. Facendo apparire la loro esperienza come l’unica cosa al mondo che abbia importanza, costringono gli adepti a non provare, man mano, più alcun interesse per la cultura, la politica, l’arte, o altro. Tutto diventa secondario al movimento.

I responsabili inoltre insinuano subito nei neofiti il sospetto che i cattolici che vanno alle “messe normali” siano cristiani di serie B, di solito chiamati con l’appellativo “cristiani della domenica”.

Spesso impongono di liberarsi addirittura degli affetti più cari, quando un coniuge, un compagno o un parente stretto non mostra particolare interesse per i loro incontri. Affermano che le persone care che non si riescono a portare nella comunità è meglio perderle.

Un obbligo singolare e ingiusto è quello che vede imporre a tutti o la soluzione matrimoniale (controllata dal movimento) o la consacrazione sacerdotale o monacale. Quando poi, con il passare degli anni, gli adepti diventano un gruppo fisso in modo granitico arrivano ad imporre la endogamia (obbligo di sposarsi all’interno del gruppo). Un famoso detto dei Neocatecumenali per far sposare le persone all’interno del loro gruppo è “Sposate le figlie d’Israele!”.

Quando un giovane si fidanza con una ragazza esterna non hanno pace finché non costringono anche la persona esterna ad entrare nella loro esperienza. Se non riescono nel loro proposito allora costringono anche l’interessato ad abbandonare il loro “paradiso”, ma solo dopo atroci sofferenze psicologiche, perché intanto l’hanno convinto che solo con i Neocatecumenali ci può essere il vero e autentico cristianesimo!

Per gli sposati è la stessa identica cosa, ma quando uno dei due coniugi è stato reso fanaticamente schiavo della loro organizzazione arrivano a farli vivere da separati a vita, se l’altro coniuge non apprezza la comunità e il loro modo di fare.

Quando si viene a creare un conflitto tra la partecipazione alle loro riunioni e alla partecipazione alla celebrazione di un qualsiasi sacramento, essi impongono sempre la superiorità della partecipazione alla loro organizzazione. Quando poi la concorrenza è con impegni inerenti il lavoro, le amicizie, lo studio, la politica, di norma i catechisti dicono: ” Sono IDOLI!”.

Tutti gli adepti sono costretti a versare la decima che corrisponde al 10% delle loro entrate mensili. I periodi pasquali dei membri del movimento sono caratterizzati da numerose nottate obbligatoriamente trascorse in veglie di preghiera in cui si canta e si ascoltano le catechesi dei responsabili.

Molte coppie hanno avuto il matrimonio rovinato per sempre. Nonostante ciò ormai i Neocatecumenali si siano infiltrati anche nelle classi del catechismo del sabato nelle parrocchie, come catechisti o aiuto catechisti, e nonostante le proteste di molti parroci, essi stanno ancora lì, inamovibili e irremovibili. Molti vescovi e cardinali hanno evidenziato la pericolosità di questa setta, come l’allora Card. Martini di Milano, il Card. Piovanelli di Firenze, il Card. Saldarini di Torino, il Card. Pappalardo, ex vescovo di Palermo, il vescovo di Ivrea Mons. Bettazzi e tanti altri.

La cosa ancora più grave sono le dottrine contenute nel cosiddetto “Catechismo Neocatecumenale”, un volume di ben 373 pagine rigorosamente fotocopiate e distribuite solo ai catechisti e a pochi altri eletti, pregni di insegnamenti palesemente luterani ed eretici. Secondo questi scritti il sacramento della confessione sarebbe inutile in quanto la fede cancella da sola i peccati individuali; favoriscono la libera interpretazione delle Scritture; il vero sacerdote non è il presbitero, che sarebbe uno che solamente presiede, ma è l’insieme dei fedeli; il Santo Rosario viene screditato, così come i pellegrinaggi ed i digiuni; la Transustanziazione viene ridotta a simbolo. Ancora più grave è il fatto che il pane ed il vino consacrati, secondo le loro dottrine, cessano di essere il corpo e il sangue di Cristo appena conclusa la celebrazione.

Il movimento dei Neocatecumenali, essendo guidato dai Catechisti e non da sacerdoti o vescovi, è a tutti gli effetti un movimento da considerarsi sganciato dal Magistero e dalla Chiesa. Il martellamento tipico delle sette segrete e massoniche assieme agli insegnamenti di stampo luterano ne fanno un insieme pericoloso di fanatici. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: famiglie spaccate, amicizie finite, problemi di natura psicologica di molti adepti e fuoriusciti, la diffusione di forme di nevrosi e depressione anche tra i più giovani, il completo isolamento dalla società civile e da qualsiasi forma di vita sociale che non sia “la comunità”. Tra i giovanissimi diffuso è anche un certo malessere sociale e poi psicologico che li costringe ad isolarsi e a vivere una vita ai margini.

I riti arcani e le conoscenze segrete del Neocatecumenato, riservati a pochi eletti, ricordano molto bene le astuzie e le tecniche psicologiche degli antichi gnostici e dei moderni massoni.

Anche il cammino a tappe del Neocatecumenato, dove ogni tappa dura circa 2-3 anni, ricorda il percorso iniziatico di chi entra in Massoneria, dove si acquisisce un pezzo in più della conoscenza una volta si è saliti di grado, per poi approdare al grado superiore .

Il movimento dimostra apertamente a che livello ora si trova la Chiesa odierna, ostaggio di fanatici e di sette che pretendono di detenere la verità e di avere sempre l’esclusiva nelle celebrazioni e nelle parrocchie.

La somiglianza dei rituali del gruppo con quelli della Massoneria non credo che sia un caso, credo piuttosto che siano il risultato delle infiltrazioni massoniche nella Chiesa post Concilio Vaticano II, evento della storia della cristianità che altro non ha portato che confusione, incertezza, dubbi sulla fede e sulla tradizione cattolica.

Non ci resta che tenerci saldi al Catechismo e al Magistero, certi che Dio è fedele e ricompenserà tutti quelli che lo cercano nella verità.

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