UN CONTROLLO SERRATO 24 ORE SU 24

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di Matteo Maria Donati

Secondo alcuni scienziati l’impianto di un microchip sottocutaneo a tutti gli esseri umani diventerà obbligatorio per poter accedere ai servizi sociali. Saremo in questo modo identificati attraverso una combinazione di numeri che corrisponderà al nostro nominativo anagrafico.

Sono almeno due decenni che, nel settore delle tecnologie volte a monitorare gli esseri umani, si parla di microchip sottocutaneo, ma finora si è trattato solo di studi. Già nell’ambito virtuale gli esseri umani sono controllati. Esistono software in grado di fare previsioni sul nostro comportamento solo basandosi su algoritmi che studiano le nostre attività svolte al PC.

I principali controlli sulle nostre vite arrivano dai telefoni cellulari. Anche se disattivate il GPS del cellulare, comunque la vostra posizione è ugualmente monitorata. Si potrebbe pensare, per evitare tale sistema di controllo e per non consumare la batteria del cellulare, di disattivare il GPS. Eppure potrà capitarvi magari di trovarvi in un locale e allo stesso tempo di ricevere una notifica di Google nella quale vi si chiede una recensione proprio del posto in cui vi trovate. Ma come è possibile che Google conosca l’esatta posizione in cui adesso ci troviamo?

Questo è il grande potere della tecnologia, che riesce a controllare ogni mossa che facciamo, dove la facciamo e addirittura in che modo. Ormai ognuno di noi si muove con almeno un telefono cellulare in tasca, o nel marsupio, o nella tasca della giacchetta. Qualcuno ne possiede più di uno. Incorporato in ogni telefono c’è un chip in grado di tracciare i nostri movimenti. Microfoni e telecamere possono essere attivati a distanza dalle forze dell’ordine senza che noi ne siamo coscienti.

In buona sostanza ci troviamo fra le mani una comodità di cui ormai non possiamo fare a meno e che mette le nostre vite sotto una lente di ingrandimento. Alcuni scienziati, come già scritto, sostengono che nel futuro prossimo un microchip sottocutaneo sarà indispensabile, proprio come il telefono cellulare. La società del futuro infatti ci metterà nelle condizioni di non poterne fare a meno: cosa accadrà quando non potremo più comprare nulla senza sottoporci all’identificazione biometrica tramite microchip sottocutaneo? Alcuni studiosi affermano e sostengono che si arriverà al punto in cui noi stessi ci faremo impiantare il microchip volontariamente.

La domanda che sorge spontanea, a questo punto è: rimarremo umani o diventeremo solo dei numeri? Questo sembra il nostro futuro. La nostra privacy non esisterebbe davvero più. Spero che questi studi rimangano degli studi e non diventino mai realtà.

Da un punto di vista meno scientifico verrebbero ad adempiersi le profezie bibliche che vedono un Nuovo Ordine Mondiale fondato proprio sul controllo e sull’identificazione del singolo individuo, uno scenario in cui il potere anticristico si manifesterà tramite un controllo serrato e senza tregua della persona, atto a fare della popolazione mondiale un manipolo di schiavi, pronti ad eseguire ogni ordine che il futuro regime chiederà di eseguire, senza nemmeno porsi la giusta domanda se sia moralmente lecito obbedire ad una determinata legge.

Credo sia doveroso e urgente porsi questi quesiti, domandarci se ci sarà, per chi non vuole omologarsi, la possibilità di vivere al di fuori di questo scenario e di questo sistema che garantisce la sicurezza ma al prezzo della nostra libertà e quindi della nostra “anima” oppure se, per l’uomo del futuro, non ci sarà scelta e quindi sarà obbligato, pena la morte o l’impossibilità di vivere, ad una vita da piccione ingabbiato.

Non ci resta che riflettere e chiederci da che parte vogliamo stare!

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