PARROCO E MASSONE

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Schermata-2020-06-30-alle-09.56.40.png

di Matteo Maria Donati

Un articolo di Corrispondenza Romana del 23 Gennaio 2019 riporta la notizia di un incidente stradale: quello di don Sandro Naiaretti, parroco della chiesa di San Filippo e San Giacomo in Pesariis, Arcidiocesi di Udine. E fin qui niente di strano se non la brutta notizia dell’incidente stradale.

Il contenuto dell’articolo è inquietante per il fatto che don Sandro, oltre ad essere parroco, era anche massone. La notizia è taciuta dai media locali ma la si apprende dalla Gran Loggia Regolare d’Italia, la terza obbedienza massonica, per numero di iscritti, nel nostro Paese, la quale diffonderà ben sette video su don Sandro.

In uno di questi video si vede la bara di don Sandro, sopra la quale sono deposte tre rose rosse. Da questo simbolo si capisce subito che don Sandro non era un massone qualsiasi ma un Venerabile Gran Maestro, probabilmente di una delle logge di Udine appartenenti alla GLRI.

In un altro video don Sandro, ancora vivo, celebra la messa a casa di un laico. Ciò che colpisce è il modo irriverente in cui la celebra: prima di tutto la predica è in dialetto friulano, poi si intravedono in giro per il locale vari sacchetti di plastica, su di un tavolo c’è un vassoio con sopra la polenta. La comunione non viene impartita dal sacerdote ma da un laico, il quale non riceve dal sacerdote la particola ma se la prende da solo dal calice. Il sangue di Cristo stranamente è posto in una brocca che, alla fine della celebrazione, viene posta vicino ad un vassoio pieno di polenta. Ma se il Sangue di Cristo non è stato consumato dal sacerdote, chi l’avrà consumato?

In un altro video ancora un signore dai capelli brizzolati che indossa un tipico grembiulino massonico mostra davanti al video la tessera di iscrizione alla massoneria di don Sandro, con tanto di matricola e il nome della loggia di appartenenza.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è lo-scandalo-di-don-sandro.png

Infine in un video intitolato “Trieste frati cappuccini” don Sandro guida una processione massonica dove tutti i partecipanti indossano il grembiulino massonico. La cosa oscena è che lo fa all’interno della chiesa dei cappuccini per poi terminare la processione nel convento degli stessi.

Di fronte ad una simile oscenità, non stupisce quali e quanti interrogativi possano sorgere nella mente di un cattolico che voglia continuare a credere nella maniera trasmessaci dai Santi Apostoli.

Chi avrà dato il permesso a don Sandro di celebrare la messa in quella maniera così irriverente? Chi avrà permesso a don Sandro di celebrare una processione di massoni all’interno di una chiesa, per di più all’interno di un convento di religiosi?

Chi avrà consumato il vino consacrato nel secondo video, posto vicino ad un piatto di polenta alla fine della celebrazione?

E soprattutto, come poteva don Sandro, essendo per il diritto canonico scomunicato ipse facto perché massone, celebrare la santa Eucarestia?

Sono tutti quesiti a cui non esiste una risposta ma che ci fanno intravedere un futuro non molto roseo, relativo alla romana Chiesa e a quelli che, secondo la tradizione, dovrebbero essere i collaboratori degli Apostoli, coloro che portano la Parola di Dio tra la gente e che celebrano i sacramenti, segni visibili della presenza invisibile di Dio in mezzo a noi.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è b4246265-d08d-4a57-b53c-1fce9de28699.jpg