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SANTA CATERINA DA BOLOGNA

IL MIRACOLO DELLA SCODELLA DI SAN GIUSEPPE

Quando era monaca nel convento di Ferrara le furono affidate le mansioni di portinaia. Mentre era addetta a quest’ufficio, si presentò un giorno a chiedere l’elemosina alla porta del monastero (che a quell’epoca non era ancora stato sottoposto a clausura) un venerabile vecchio in veste di pellegrino, che disse di venire dalla Palestina.

È facile immaginare quante domande dovette rivolgere Caterina all’anziano visitatore sulla terra santificata dalla nascita, dall’insegnamento e dalla passione e morta di Gesù Redentore; e con quanta avidità stesse ad ascoltarne le risposte, che denotavano una effettiva e profonda conoscenza dei Santi Luoghi.

Prima di accomiatarsi il vecchio pellegrino estrasse dalla bisaccia una scodellina, che non era di porcellana né di maiolica ma di un materiale trasparente sconosciuto tra noi, e gliela mostrò assicurandola che era quella in cui la Beata Vergine Mjriam dava da bere al suo Divino Figliuolo quand’era pargoletto.

E come Caterina osservava incantata quell’oggetto con una curiosità mista di rispetto e venerazione, il buon vecchio disse che gliel’avrebbe lasciata in custodia e sarebbe tornato a ritirarla prima di proseguire il viaggio.

Immaginiamo la gioia di Caterina nel ricevere quel caro deposito e come dovette ringraziare la Provvidenza che aveva fatto capitare nelle sue mani una così preziosa reliquia.

Fatto sta che il pellegrino non si presentò né il giorno dopo né mai a ritirare quella scodellina, ch’essa conservò sempre con venerazione, convinta ch’era un regalo che il suo Sposo Divino le aveva inviato a mezzo di San Giuseppe, in cui credette di identificare il misterioso pellegrino.

Non sappiamo se ebbe qualche rivelazione in proposito; ma è certo che da quel momento manifestò una speciale devozione per il Santo Patriarca.

Quando dovette lasciare Ferra per andare ad assumere come Abbadessa il governo del nuovo monastero del Corpus Domini di Bologna consegnò quella reliquia alle sue consorelle a condizione che la restituissero al pellegrino nel caso che si fosse presentato per ritirarla, in caso contrario fosse custodita con grande venerazione e la esponessero al pubblico il 19 Marzo Festa del Santo.

Le cronache affermano che molte guarigioni miracolose avvennero a Ferrara al semplice contatto di quella reliquia e anzi aggiungono questo curioso particolare; che quando l’infermo doveva guarire la scodellina emanava un soave profumo, invece se doveva morire non rendeva nessun odore.

Come di tutte le manifestazioni miracolose la Chiesa ci lascia liberi di prestarvi credito o meno, giacché non sono reliquie di fede.

Sant’Agostino dice: è più importante meditare il significato di certi fatti che discuterne l’autenticità.

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SIAMO RIEMERSI DALLE PIEGHE DEL TEMPO PER PROIETTARTI NEL FUTURO

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