Raggio di Luce Attiva | 144000raggidiluceattiva

LITURGIA DELLA PAROLA Colore liturgico:  Bianco

Santo Natale

PRIMA LETTURA

Isaia 9,1-6

IL POPOLO CHE CAMMINAVA NELLE TENEBRE HA VISTO UNA GRANDE LUCE

Dal libro del profeta Isaia

Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse.

Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia.

Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete e come si esulta quando si divide la preda.

Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva, la sbarra sulle sue spalle, e il bastone del suo aguzzino, come nel giorno di Màdian.

Perché ogni calzatura di soldato che marciava rimbombando e ogni mantello intriso di sangue saranno bruciati, dati in pasto al fuoco.

Perché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio.

Sulle sue spalle è il potere e il suo nome sarà: Consigliere mirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace.

Grande sarà il suo potere e la pace non avrà fine sul trono di Davide e sul suo regno, che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia, ora e per sempre.

Questo farà lo zelo del Signore degli eserciti.

Raggio di Luce Attiva | 144000raggidiluceattiva

PAROLA DI DIO Rendiamo grazie a Dio

SALMO RESPONSORIALE

Salmo 95 (96)

OGGI È NATO PER NOI IL SALVATORE

Cantate al Signore un canto nuovo, cantate al Signore, uomini di tutta la terra.

Cantate al Signore, benedite il suo nome.

Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.

In mezzo alle genti narrate la sua gloria, a tutti i popoli dite le sue meraviglie.

Gioiscano i cieli, esulti la terra, risuoni il mare e quanto racchiude; sia in festa la campagna e quanto contiene, acclamino tutti gli alberi della foresta.

Davanti al Signore che viene: sì, egli viene a giudicare la terra; giudicherà il mondo con giustizia e nella sua fedeltà i popoli.

Raggio di Luce Attiva | 144000raggidiluceattiva

PAROLA DI DIO Rendiamo grazie a Dio

SECONDA LETTURA

Dal vangelo secondo Luca 2, 15-20

I PASTORI TROVARONO MARIA, GIUSEPPE E IL BAMBINO

Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere».

Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia.

E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.

Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori.

Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.

I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.

Raggio di Luce Attiva | 144000raggidiluceattiva

PAROLA DI DIO Rendiamo grazie a Dio

VANGELO

Dal Vangelo secondo Giovanni 1, 1-18

IN PRINCIPIO ERA IL VERBO

In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.

Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.

In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta.

Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni.

Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.

Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.

Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.

Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto.

Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.

A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.

E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.

Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me».

Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia.

Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.

Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato.

Raggio di Luce Attiva | 144000raggidiluceattiva

PAROLA DEL SIGNORE Lode a Te, o Cristo.

OMELIA

Gesù, lo so che la festa del tuo Natale è sorta a Roma nel 300 per celebrare la tua venuta come Signore della storia, e non per ricordare Betlemme.

Lo so che soltanto con Francesco d’Assisi il Natale ha assunto gli aspetti della festa familiare per la nascita di un bambino.

Lo so che tanti riducono il Natale a regali costosi, a mangiate e bevute esagerate; a bambinesco sentimentalismo religioso, fatto di canzoncine melense, di presepietti e alberelli prefabbricati; a luminarie che non conducono alla tua grotta, ma ai negozi.

Però a me, Gesù, questa tua festa piace anche così.

Ogni anno che passa, essa diventa più grande.

Sembra che il mondo voglia farsi perdonare quella notte in cui non ti ha saputo accogliere con la dovuta attenzione.

E questo è molto bello.

C’è chi si illude che basta essere buoni solo a Natale? Non mi importa.

È meglio fare il bene una volta all’anno che mai.

Il bene è come lo zucchero, se lo assaggi una volta ti viene voglia di continuare.

Grazie, Gesù, per il tuo Natale!

MEDITAZIONE

La Chiesa di Betlemme è questa donna e questo uomo chinati su una culla, costituita da una mangiatoia

Maria, ancora tutta commossa, ma rassicurata dalla presenza del suo meraviglioso compagno, medita “nel suo cuore” gli avvenimenti che le hanno sconvolto la vita:

l’incontro del messaggero di Dio, l’annuncio dell’impossibile concepimento, la visita ad Elisabetta, l’ordine imperiale, il viaggio faticoso, l’impossibilità di trovare un posto in albergo, la ricerca di un rifugio di fortuna, il parto, in una strana calma, del bel bambino, frutto della sua fede quanto del suo corpo, al quale sono venuti a rendere una strana visita alcuni pastori della zona e alcuni Magi dell’Oriente.

Giuseppe veglia sul bambino e sulla madre: il bambino così vicino e così lontano, che egli ha il compito di proteggere e di riconoscere, al quale egli deve dare un nome;

la madre, che gli ispira tanta tenerezza e venerazione.

Servitore disponibile e vigile, egli attende che Dio gli dia di nuovo un segno.

Il bambino dorme, si sveglia, sorride, piange, beve con gioia il latte materno, sorride di nuovo, si riaddormenta.

Talvolta “si agita un po’, mormora vagamente, tende le braccia, tenta di svegliarsi, ma non può”.

Appena percettibile, la sua respirazione dà il ritmo al silenzio della notte.

Una pace indicibile inonda il cuore dei genitori.

“Silenziosa come il respiro che esala, l’esistenza eterna riempie l’ambiente, uguale a tutte queste povere cose innocenti ed ingenue, quando è con noi, nessun male ci può capitare…” .

La Chiesa di Betlemme sono i pastori, i figli di Israele disprezzati dalla sinagoga, emarginati, rassegnati al loro stato di “poveri del paese”, improvvisamente avvolti di luce, spaventati, subito calmati e mandati alla grotta dal messaggero celeste.

Trovano Maria, Giuseppe, il bambino che giace nella mangiatoia e se ne vanno contenti a raccontarlo agli altri e a lodare Dio.

La Chiesa di Betlemme sono i Magi, i figli d’Oriente, sapienti e religiosi, guidati da una stella cometa verso il Re dei loro sogni.

Si prostrano, offrono i loro doni e ritornano alle loro dimore seguendo il nuovo cammino che Dio mostra loro.

La Chiesa di Betlemme è questa parte minuscola dell’umanità riunita attorno al suo Salvatore, protetta dal tiranno furbo e assassino grazie alla presenza del Principe della Pace che la Vergine piena di grazia ha partorito, mandata a proclamare la lieta novella a tutti gli uomini vicini e lontani.

Mentre Cesare Augusto fa un censimento della terra piegata sotto il suo potere, mentre Erode affila le spade del massacro, “la speranza risplende come un filo di paglia nella stalla” dove dorme il Re dei re.

Salvatore disarmato, senza forza, senza ricchezze e senza voce, totalmente dipendente, totalmente affidato ad altri, egli sfuggirà al massacro degli innocenti aspettando di subirlo, trentatré anni più tardi, sommerso dalle grida confuse della folla di Gerusalemme e dei soldati di Roma, di fronte alla madre addolorata e al discepolo prediletto.

È dopo la Pentecoste, nel primo fervore della fede in Cristo Risorto, che la Chiesa commemora, con l’evangelista Luca, autore degli Atti degli Apostoli, e Matteo, uno dei dodici, la nascita di Gesù.

Anch’essa, come Maria, serba tutte queste cose meditandole nel suo cuore.

La Chiesa capisce di non avere altra culla tranne quella di questo bambino, altra madre tranne la sua.

Si stupisce di riconoscersi nella grotta di Betlemme, in questo primo cenacolo.

Si sente sollevare in essa, come i due tempi di una stessa respirazione, il duplice desiderio che costituisce il ritmo della sua vita: gridare su tutti i tetti la scoperta inaudita e sprofondare nel silenzio della contemplazione…

Si raccoglie nella presenza, nell’attesa della seconda venuta, e se ne va, per affrettarla, verso i quattro punti cardinali.

Si raccoglie e si disperde, accoglie e dà, adora e divide.

Non smette di ringraziare.

Essa scatena contro il Principe delle tenebre e contro i suoi sottoposti una battaglia accanita, battaglia spirituale che continua la vittoria decisiva del suo Signore sul peccato, sulla fatalità e sulla morte.

Ne esce spesso ferita, talvolta martire, mai però disperata.

E proprio all’interno della prova a cui la spingono le sue lotte, con allegria irresistibile, l’allegria pasquale, essa intona alla lode della gloria di Dio il canto natalizio degli angeli.

WELCOME IN 144000RAGGIDILUCEATTIVA‼️

SIAMO RIEMERSI DALLE PIEGHE DEL TEMPO PER PROIETTARTI NEL FUTURO