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LITURGIA DELLA PAROLA Colore liturgico:  Bianco

VIII Settimana del Tempo Ordinario

PRIMA LETTURA

Dal libro della Genesi 3,9-15.20

PORRÒ INIMICIZIA TRA LA TUA STIRPE E LA STIRPE DELLA DONNA

[Dopo che l’uomo ebbe mangiato del frutto dell’albero,] il Signore Dio lo chiamò e gli disse: «Dove sei?».

Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto».

Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo?

Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?».

Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato».

Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?».

Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».

Allora il Signore Dio disse al serpente: «Poiché hai fatto questo, maledetto tu fra tutto il bestiame e fra tutti gli animali selvatici!

Sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita.

Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe:

questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno».

L’uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi.

PAROLA DI DIO Rendiamo grazie a Dio

SALMO RESPONSORIALE

Dal Salmo 86

DI TE SI DICONO COSE GLORIOSE, CITTÀ DI DIO!

Sui monti santo egli l’ha fondata; il Signore ama le porte di Sion più di tutte le dimore di Giacobbe.

Di te si dicono cose gloriose, città di Dio!

Si dirà di Sion: «L’uno e l’altro in essa sono nati e lui,

l’Altissimo, la mantiene salda».

Il Signore registrerà nel libro dei popoli: «Là costui è nato».

E danzando canteranno: «Sono in te tutte le mie sorgenti».

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PAROLA DI DIO Rendiamo grazie a Dio

VANGELO

Dal Vangelo secondo Giovanni 19,25-34

DONNA ECCO TUO FIGLIO!

In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala.

Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre:

«Donna, ecco tuo figlio!».

Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!».

E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.

Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto,

affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete».

Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca.

Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!».

E, chinato il capo, consegnò lo spirito.

Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato

– era infatti un giorno solenne quel sabato –,

chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via.

Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui.

Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto,

non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.

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PAROLA DEL SIGNORE Lode a Te, o Cristo.

OMELIA

In questo tempo dove non so se è il principale senso ma c’è un grande senso nel mondo di orfanità, (è) un mondo orfano,

questa Parola ha un’importanza grande, l’importanza che Gesù ci dice: “Non vi lascio orfani, vi do una madre.

E questo anche è il nostro orgoglio: abbiamo una madre, una madre che è con noi,

ci protegge, che ci accompagna, che ci aiuta, anche nei tempi difficili, nei momenti brutti.

La Chiesa è madre.

E’ la nostra santa madre Chiesa, che ci genera nel Battesimo, ci fa crescere nella sua comunità

e ha quegli atteggiamenti di maternità, la mitezza, la bontà: la Madre Maria e la madre Chiesa sanno carezzare i loro figli, danno tenerezza.

Pensare la Chiesa senza questa maternità è pensare a un’associazione rigida, un’associazione senza calore umano, orfana.

E dove c’è maternità c’è vita, c’è gioia, c’è pace, si cresce in pace.

Quando manca questa maternità soltanto rimane la rigidità, quella disciplina, e non si sa sorridere.

Una delle cose più belle e umane è sorridere a un bambino e farlo sorridere.

WELCOME IN 144000RAGGIDILUCEATTIVA‼️

SIAMO RIEMERSI DALLE PIEGHE DEL TEMPO PER PROIETTARTI NEL FUTURO