RESOCONTO DEL RADUNO DEL PICCOLO RESTO NELLE MARCHE

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di Matteo Maria Donati

Ieri, Sabato 12 Settembre 2020 il Piccolo Resto di don Alessandro Minutella si è radunato nei pressi del Santuario della Madonna dell’Ambro, nel comune di Montefortino (FM).

L’incontro è iniziato la mattina, quando una parte del gruppo si è ritrovata per fare una passeggiata nei dintorni del Santuario. Alle 13:30 il pranzo è stato condiviso insieme, in una struttura che è stata data al Piccolo Resto in autogestione, a 200 metri dalla chiesa.

Dalle 15:30 alle 18:00 ci sono state le Sante Confessioni, mentre dalle 16:30 il sacerdote ha provveduto all’esposizione del Santissimo Sacramento. La Santa Messa è stata celebrata da don Enrico Bernasconi, della provincia di Foggia, uno dei tre sacerdoti che fanno parte del gruppo del Piccolo Resto e che quindi collabora con don Alessandro Minutella e don Enrico Roncaglia.

La celebrazione, rigorosamente nel Vetus Ordo e in comunione con papa Benedetto XVI, è stata molto sentita dai partecipanti, che hanno potuto ricevere la Santa Eucarestia in bocca e in ginocchio, secondo l’antica e autentica tradizione bimillenaria della Chiesa.

L’omelia di don Enrico ci ha subito ricordato della commemorazione del Santissimo Nome di Maria. Il nome, nell’antica tradizione semitica rappresentava un programma e aveva un significato ben preciso. Il nome di Maria ha diversi significati, come “Signora del mare” dove il mare, secondo le Scritture, sono le moltitudini di persone che credono in Lei e nel Suo figlio Gesù. Ma può essere connesso con la radice semitica dell’aggettivo “amaro” che ci rammenta le sofferenze della Vergine, che Le valgono il titolo di Corredentrice. Senza Maria, ha affermato don Enrico, non ci si può salvare. Come scriveva San Luigi Maria Grignon de Montfort, gli Apostoli degli ultimi tempi avranno in una mano la corona del Santo Rosario e nell’altra il crocifisso. È Lei quella che, secondo la Genesi, schiaccierà la testa del serpente, ed è sempre attraverso la Sua intercessione che possiamo essere ascoltati dalle tre Persone Divine.

Il fatto che poi in Apocalisse saranno date alle donna delle ali per volare nel deserto è un monito, per i veri Cattolici, che li invita a separarsi dal mondo ma anche dai falsi cristiani e dalle false chiese, che mantengono una parvenza di cristianesimo ma ne rinnegamo le verità più profonde. Ne è un esempio palese la chiesa del card. Bergoglio, alias papa Francesco, che oltre ad essere stato illecitamente eletto rinnega le verità della Tradizione. La donna nel deserto è prefigurazione dei veri credenti di oggi che vivono una condizione di emarginati e perseguitati, in comunione con papa Benedetto XVI, anch’egli isolato e messo in esilio dai massoni del Vaticano.

Il passo biblico del libro dell’ Apocalisse in cui l’angelo invita tutte le genti ad uscire da Babilonia, la grande meretrice e madre di tutte le fornicazioni, si riferisce proprio ai tempi odierni, in cui le istituzioni ecclesiastiche sono state ormai occupate da una congrega di massoni e apostati, fatto che obbliga tutti i veri credenti ad uscirne fuori per mantenere la sana dottrina Cattolica trasmessaci in primis dalla testimonianza di Gesù, poi dagli Apostoli e dalla Chiesa. Si adempiono così le profezie della Beata Anna Caterina Emmerick riguardanti un “piccolo resto” che si radunerà nelle case e in luoghi privati per celebrare la Santa Eucarestia, e spezzare il pane come faceva la Chiesa primitiva degli Atti. La vera Chiesa degli ultimi tempi sarà composta da quei piccoli gruppi autonomi che custodirà gelosamente la Tradizione Cattolica, senza modificarne le verità fondamentali nè i dogmi nè gli insegnamenti. Come avvertiva la Madonna al veggente Giuseppe Auricchia in largo anticipo, si insedierà sul soglio pontificio un apostata che cercherà di distruggere la Chiesa da dentro, ma il vero pontefice in esilio sarà il simbolo di quei credenti che non si piegheranno alla falsa chiesa, scimmiottattura di quella vera, della quale si rinnegano le verità e i dogmi.

Un quadretto di questa falsa chiesa può essere l’immagine ormai nota a tutti dei cardinali che si rifiutarono di stringere la mano a papa Benedetto, così come le immagini dei rituali pagani eseguiti in San Pietro in occasione del Sinodo per l’Amazzonia. Un’immagine ancora più triste è quella delle chiese vuote e chiuse durante la pandemia per il Covid-19, cosa mai accaduta neanche durante la peste nera del Trecento, periodo in cui milioni di persone persero la vita e nonostante ciò le celebrazioni venivano svolte con puntualità e devozione. La riapertura delle chiese con guanti e mascherine e con il distanziamento obbligatorio sono un’altro segno che fa capire ai credenti che qualcosa non va, che certe strutture hanno mantenuto il nome e l’etichetta “cattolico” ma ne hanno rinnegato la sostanza.

Don Enrico ha concluso l’omelia consigliando ai presenti di ricordare le parole di Nostro Signore:

“Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto”.

(Matteo 7:7)

La cosa migliore sarebbe quella di chiedere al Signore non il superfluo ma la grazia di rimanere costanti e perseveranti, soprattutto di fronte alle prove che verranno e che riguarderanno sia i veri credenti che l’umanità intera. Siamo solo all’inizio della grande tribolazione annunciata dai profeti e da Apocalisse, siamo appena entrati nel periodo in cui la zizzania dei falsi credenti e degli increduli sarà separata definitivamente dal grano dei veri figli di Dio. Ma per arrivare al punto in cui questa profezia sarà completamente manifestata agli occhi di tutti si dovrà passare attraverso sofferenze e prove difficili. Occorrono quella costanza e quel discernimento che solo il Signore ci può dare. Attraverso Maria.

Stasera si concluderà l’incontro con un’altra celebrazione eucaristica, preceduta da un momento di adorazione, dal Santo Rosario e seguita da una cena fraterna. “E intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati”. (Atti 2:48).

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