DON MINUTELLA CELEBRA LA MESSA A SENIGALLIA

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di Matteo Maria Donati

Sabato 25 Luglio sono stato ad un incontro di preghiera tenuto a Senigallia, presso il Country Club Il Campetto e organizzato dalle sorelle della Casa Piccola Nazareth – Il giardino di Maria, la casa religiosa fondata a Palermo dal noto don Alessandro Minutella, il parroco che per aver messo in luce le aberrazioni dottrinali dell’attuale pontefice è stato privato della parrocchia e per ben due volte scomunicato.

Il raduno è iniziato sotto un capannone all’aperto, dove è stato allestito un altare. C’erano circa un centinaio di posti a sedere, ma molte persone stavano in piedi.

Don Minutella è arrivato verso le 18:00. L’incontro è iniziato con un discorso di benvenuto da parte del padre, che rimarcava l’importanza della nostra presenza lì. Poi è iniziato il Santo Rosario, rigorosamente in latino, che è terminato con le Litanie Lauretane.

La messa celebrata nel Vetus Ordo è stata toccante, in particolar modo l’omelia di don Minutella, in cui ricordava a tutti gli ultimi tre anni trascorsi in lungo e in largo per l’Italia. Ha notato subito che le persone che partecipano agli incontri di quest’anno sono notevolmente aumentate di numero. Ha ribadito che la celebrazione non era in comunione con papa Francesco, che per il don papa non è, ma con papa Benedetto XVI. La sede di Pietro, ha continuato, è stata usurpata dal cardinal Bergoglio, e questa empia occupazione ha portato a compimento la profezia che la Santa Vergine fece a La Salette quando disse: «Roma perderà la fede e diventerà la sede dell’Anticristo».

L’impostura religiosa ordita dal card. Bergoglio e dalla “Mafia di San Gallo” è chiamata da don Alessandro “la Falsa Chiesa”. Inoltre mette in evidenza come la condizione di Benedetto XVI, ormai detronizzato, sia condivisa dai veri cattolici, i quali sono cacciati dalle chiese. Ma ricorda il padre nell’omelia, come disse Gamaliele negli Atti degli Apostoli: «Se quest’opera viene dall’uomo finirà, ma se viene da Dio nessuno potrà fermarla».

Per don Minutella le due scomuniche che lo hanno colpito dimostrano come in Vaticano lui sia temuto.

L’anticristo o gli anticristi, come il card. Bergoglio, negano che Cristo sia venuto nella carne e, di conseguenza, negano anche la divinità di Gesù. E ricorda un intervista di Bergoglio con Eugenio Scalfari in cui definiva Gesù “un grande uomo”. Quello che il “falso papa” afferma è un falso vangelo, ricorda il sacerdote siciliano, un insieme di insegnamenti che apertamente contrastano con quelli di Gesù e degli Apostoli.

Come è scritto anche nel Catechismo della Chiesa Cattolica, nel capitolo in cui tratta del falso messianismo, il falso messia proporrà un cristianesimo senza la croce di Cristo, un vangelo di comodo.

La Pachamama, la statua della divinità satanica piazzata in Vaticano, ha dissacrato quei luoghi che secondo il padre andrebbero riconsacrati.

L’Amoris Laetitia di Francesco non è altro che un documento che permette ai divorziati risposati di accedere alla Santa Comunione, commettendo così un sacrilegio poiché il divino Sacramento non può essere impartito agli adulteri e a chi si trova in uno stato di peccato mortale.

Il documento di Abu Dhabi, secondo don Minutella, è portatore dei valori massonici del relativismo religioso e del sincretismo, e propone una fratellanza universale senza Dio e senza i valori cristiani.

Oggi i sacerdoti della chiesa bergogliana non ricordano neanche più ai fedeli di confessarsi ed è abitudine comune nelle parrocchie, per i fedeli, accostarsi all’Eucarestia senza prima aver ricevuto l’assoluzione dai propri peccati.

Il “misericordismo” di Bergoglio insegna la dottrina eretica che Dio perdonerà tutti alla fine dei tempi ma don Alessandro ricorda come Gesù abbia invece insegnato che, oltre al regno eterno di Dio, esiste un altro luogo eterno che è l’inferno, dove andranno a finire gli apostati, gli eretici, gli adulteri, gli omicidi e tutti coloro che non riconoscono Dio e non obbediscono al vangelo di Cristo, come afferma anche l’apostolo Paolo nella prima Lettera ai Tessalonicesi.

La posizione del Piccolo Resto, afferma don Minutella, è la stessa del vescovo Atanasio quando si oppose all’imperversare dell’arianesimo, permettendo che il vero deposito della fede venisse tramandato alle generazioni successive. Inoltre, come i cattolici della Vandea non si unirono ai preti e ai vescovi che firmarono la costituzione voluta da Napoleone, apertamente anticristiana, ma iniziarono a riunirsi segretamente e a celebrare la Messa clandestinamente, così è oggi la posizione del Piccolo Resto. Ne è un esempio il Santo Curato d’Ars al secolo Giovanni Maria Vianney, che fece la prima comunione in un fienile, proprio perché i suoi genitori erano cattolici che non si erano uniformati al governo rivoluzionario. La stessa cosa si può dire per i cattolici del Giappone  e della Cina.

Don Minutella conclude l’omelia facendo un appello a Francesco e ai suoi seguaci: «Abbandonate la sede di Pietro e restituitela a papa Benedetto! O su di voi calerà il giusto giudizio di Dio!»

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