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IV INCONTRO PREGHIERE ITINERANTI

Oggi 10 marzo 2021 continua il nostro pellegrinaggio dei rosari itineranti alla ricerca delle cappelle votive, chiesette abbandonate e luoghi di culto trascurati dalla nostra fede tiepida verso l’amore di Dio, di suo figlio Gesù e soprattutto di nostra Madre Mjriam.

CAPPELLA TORRIANA via Dante Alighieri

Originariamente l’edificio religioso, voluto da Nicolò II della Torre, capitano di Gradisca dal 1512 al 1557, costituiva la cappella privata della nobile famiglia.

Quando la cappella fu donata alla chiesa di San Salvatore, ne divenne parte integrante e pertanto oggi la si trova inglobata nel Duomo dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.

Particolarmente interessanti sono gli eleganti stucchi del soffitto, nonché la volta a botte del presbiterio della cappella.

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Alcune immagini pubblicate nel 1916 rivelano che la distribuzione degli stucchi era estesa su una maggior superficie rispetto all’attuale e che, quindi, solo una parte è sopravvissuta alle varie distruzioni.

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Addossato alla parete di fondo della cappella, un originale sarcofago, ornato da rilievi, custodisce le spoglie di Nicolò II, morto nel 1557, e della moglie.

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Il monumento funebre fu eretto nel periodo 1560-1566, per volontà di Francesco III della Torre e costituisce un importante testimonianza artistica.

La figura del defunto, adagiata sul coperchio, insieme ad elementi dell’armatura da cavallo, presenta un’impostazione classicheggiante ed ha analogie con il monumento funebre a Nicolò Donato del Duomo di Cividale, eseguito nel 1513 da Giovanni Antonio di Bernardino da Carona.

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Lo scultore operava a Venezia, probabilmente presso la bottega dei Lombardo, autori del sepolcro di Guidarello Guidarelli, uno dei più noti monumenti funebri italiani, realizzato per il Duomo di Ravenna.

L’altare della cappella Torriana è dedicato a Sant’Anna e dal 1810 al 1850 ospitò la statua della Madonna Addolorata, nel periodo in cui l’omonima chiesa rimase chiusa.

Successivamente vi fu collocata una statua in legno di Sant’Anna, che nel 1863 lasciò il posto ad una pala raffigurante la stessa Santa, opera del pittore Lorenzo Bianchi di Udine.

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SIAMO RIEMERSI DALLE PIEGHE DEL TEMPO PER PROIETTARTI NEL FUTURO